La Provincia di Roma presenta, per la prima volta in Italia, la mostra Exactitudes, un progetto costituito da una serie di ritratti fotografici multipli realizzati dagli artisti Ari Versluis e Ellie Uyttenbroek. Un lavoro che dopo le esposizioni di Parigi, Berlino, Londra, Toronto, Buenos Aires, New York ed altre città in tutto il mondo, è possibile ammirare a Roma, a Palazzo Incontro (Via dei Prefetti, 22) dal 14 febbraio al 26 aprile. Gli artisti hanno chiamato la loro serie Exactitudes (una contrazione dei termini inglesi exact e attitude), traducibile in “stesso atteggiamento”, “stessa posa”. Il duo olandese, da sempre interessato ai dress codes, ha infatti sviluppato negli ultimi quattordici anni delle micro-raccolte tematiche per luogo e tempo. La loro collaborazione, iniziata nell’ottobre 1994, si ispira ad un interesse comune rivolto a questi codici relativi a diversi gruppi sociali, sistematicamente documentati nelle diverse identità. La loro ricerca si ispira ai luoghi eterogenei e multiculturali scoperti nelle strade di Rotterdam, New York, Parigi, Milano e Pechino. Un progetto in cui a prevalere non è solo l’aspetto documentaristico ma quello artistico, che pone in risalto l’apparente contraddizione tra identità e uniformità. La mostra presenta tutte le 112 serie di Exactitudes, che Ellie ha chiamato la loro “collezione di farfalle”, all'insegna della qualità artistica ma anche di una verità semplice e straordinaria: tutti gli uguali sono diversi tra loro.
Nei giorni più neri (e 













Filippo Panseca è stato l'Albert Speer del decennio craxiano. Suo il logo con l'immortale garofano, sua la piramide per il congresso socialitsa del 1989 che è entrata nella storia «immensa come una nave, oblunga e travolgente e sarebbe impossibile vedere lui [Bettino Craxi] se non irradiasse la sua immagine elettronica dall’enorme piramide multimediale dell’architetto Filippo Panseca. uno del giro». Ora si scatena la polemica sulle sue opere che ha portato in mostra a Savona, esposte al Priamar per Art & Savonnerie. Veronica Lario appare a seno nudo, mentre Berlusconi e Mara Carfagna (il primo ben più 'dotato' della seconda) sono uniti come due putti sussurranti. Ok: sembrano due eperimenti con Photoshop riusciti male. Ok(2): Panseca ha dichiarato di aver voluto solo rendere omaggio al presidente del Consiglio, ispirandosi all'arte dell’Ottocento. Ok(3): l'artista palermitano si è affrettato a dichiarare i suoi nobili fini perchè se Berlusconi «comprasse i quadri, i soldi andrebbero ai terremotati dell’Abruzzo. Non mi aspettavo tutto questo scalpore intorno alle opere». Ma la domanda resta: in quale stanza di casa vostra le mettereste?
Non potranno girare armati (ma vai a sapè). Potranno solamente pattugliare in gruppi il territorio e segnalare alle forze dell'ordine eventuali situazioni a rischio. In pratica si potrà fare ciò che si è sempre potuto fare e nulla di più, almeno sulla carta. Ecco la novità del decreto ronde. La denuncia civile attraverso i giornali, i media e le segnalazioni a forze dell'ordine e magistratura, fa già parte delle attività della società civile realmente impegnata. Ciò che manca è la capacità di forze dell'ordine e magistratura, ormai ridotte nel budget e nel personale all'osso, di far fronte a queste segnalazioni e risolverle. E come con il volontariato, ci si affida al tempo e alle tasche dei cittadini.
to l’incredibile Iva Zanicchi che, anche se inquartata come poche, chiusa in una tuta da palombaro nera con in mezzo l’occhio di Horus (come a voler rendere tutto più balsfemo. lo stilista, gattinoni, l'ha ribattezzato "l'abito di Dio") rivendica per tutte le donne il sesso senza amore. E pensare che eravamo rimasti a Ok, il prezzo è giusto.
Non piace a tutti i ginevrini la decisione del comune di rendere omaggio alla memoria di Griselidis Real, celebre prostituta e scrittrice morta nel 2005. Le sue spoglie mortali dovrebbero essere trasferite dal cimitero comunale al Cimitero dei Re. La Real si troverebbe così ad avere, come vicini di tomba, illustri concittadini e personaggi famosi, come il protestante Calvino, lo scrittore argentino Jorge Louis Borges e lo psicologo Jean Piaget. A protestare contro la decisione del comune sono le femministe come l'avvocato Odile Roulet, che sul Times afferma: «E' un insulto a tutte le donne , il massimo del cattivo gusto seppellire una che ha glorificato la prostituzione accanto al riformatore religioso Calvino». Morta di cancro a 75 anni, la Real aveva iniziato la professione intrattenendo le truppe alleate nella Germania del dopoguerra e, sottolinea il quotidiano britannico, aveva un debole per gli inglesi che considerava «very gentlemen». Ha scritto anche diversi libri sulla sua vita da prostiturta d'altro bordo, come Carnet di ballo di una cortigiana, memoriale ricco di particolari imbarazzanti, specie per i suoi clienti che sono stati riconosciuti nei suoi profili a volte affettuosi, a volte scioccanti. Ritiratasi a 66 anni, la Real aveva fondato associazioni in difesa dei diritti della prostitute
Hanno solo poche ore le notizie di tre nuovi, ennesimi strupri. E l'ultimo, taciuto per mesi, ha come carnefici tre ragazzi neppure quindicenni. Qui non parlemo del boomerang mediatico, nè della corsa a scovare il reietto perfetto (immigrato, drogato, ubriaco... meglio se tutti e tre insieme) per eludere le profonde responsabilità sociali. No. Ci chiederemo piuttosto com'è possibile che mentre i casi di violenza aumentano esponenzialmente, i media propongono, legittimano, sponsorizzano battutacce e attiggiamenti sessisti che non solo banalizzano questi episodi, ci ridono sopra, ma nascondono la colpevolizzazione della donna (oggetto) proporzionale alla sua avvenenza. In altre parole, come possono convivere la denuncia delle violenze e Berlusconi. E la sua raffica di battute ego-sessite. «Dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle ragazze italiane», il che, oltre all'evidente menefreghismo nei confronti delle tantissime donne straniere vittime di violenza (molte volte ad opera di italiani) ci dipinge la romantica visione dello stupratore come un latin lover impomatato che con la sua violenza non fa che rendere omaggio all'italica bellezza. Che, essendo un bene riconosciuto nel nostro paese, al pari della Pietà e del panettone, deve godere di (pseudo) diritti: ecco quindi riversarsi i soldatini per la strade, a tenere stretta la gonna delle belle donne. Non di quelle brutte che, nella visione dello psiconano, magari un bello stupro lo desidererebbero pure. Neppure la storia sembra avergli insegnato che lo stupro delle donne ad opera di militari è una pratica regolarissima dalla notte dei tempi. Ma Berlusconi non si è fermato a questo. Mentre commentava la notizia della concessione degli arresti domiciliari al ragazzo responsabile dello stupro di Capodanno «Non sono abituato a dare giudizi (!), è compito del ministro della Giustizia». Giustizia che, evidentemente, ha ritenuto che un "bravo ragazzo", salvato dalla sua nazionalità e dalla classe sociale della sua famiglia, non debba e non possa essere un criminale. Ma ancora: «Sono fatti che non si possono imputare alla sicurezza perchè in campagna nessuno può prevedere cose del genere». Per il premier del nostro paese insomma, lo stupro può capitare... e in fondo sono ragazzi, facciamoli divertire. Tanto comunque «i reati sono calati», aggiunge. 







