onda elastica

Quelle di... Enzo Delfino Editore
mercoledì, 08 luglio 2009

L'antivirus

h19_18848251Nei giorni più neri (e notti più bianche) per la libertà di informazione, ci piace pensare in positivo e raccontare a modo nostro una storia di trasparenza. Trasparenza di dati, per la precisione. Vi ricordate l'influenza aviaria? Qualche anno fa aveva spaventato tutto il pianeta e causato perdite economiche enormi, ma era stata raccontata malissimo, fino quasi a diventare una leggenda metropolitana, un pauroso aneddoto da bar. Questo boom (mal)mediatico rischiava di ripetersi nel caso del più recente virus della febbre suina, ma non è un caso che l'allarmismo sia stato frenato. Il merito è di una donna italiana, Ilaria Capua virologa dell'Istituto zooprofilattico Sperimentale delle Venezie ma pagata, come il Capua Team e il Capua Lab, grazie a fondi internazionali. Capua era stata la prima a identificare, in piena pandemia aviaria, i ceppi del virus H5N1 che per la prima volta erano arrivati dall'Africa, e quindi a dare un nome e una reale portata a quella che sembrava la peste del secolo. Contattata però dall’Organizzazione mondiale della sanità perché conferisse (da prassi) la sequenza del virus in un database ad accesso riservato, Ilaria Capua aveva rifiutato. «Credo che i dati della ricerca prodotta con fondi pubblici per la salute pubblica debbano essere assolutamente open source», era stata la sua giustificazione. Sopravvissuta alla tempesta mediatica che era seguita, questa lungimiranza ha ora i suoi frutti. Il virus della febbre suina è stato infatti riconosciuto proprio dall'equipe della Capua utilizzando la banca dati GisAid.org, un archivio aperto, open source appunto, che raccoglie informazioni e sequenze genetiche di virus umani e animali di tutto il mondo, nato proprio a seguito del precedente episodio e fortemente voluto dalla virologa dell'Iszv. Ci sono voluti due anni per allestirla e sostituire così per sempre la banca ad accesso riservato utilizzata dall’Oms. Il successo nasce dall’aprire le conoscenza scientifiche a tutti gli addetti ai lavori. Senza GisAid non sarebbe stato possibile avere tutte le informazioni sul virus, né confrontare vecchie sequenze genetiche con la nuova. Né soprattutto costringere  gli specialisti in zoonosi trasmesse agli umani, cioè i medici, a dialogare con gli specialisti delle zoonosi, cioè i veterinari, che non si erano mai incontrati prima d'ora. Perché la condivisione delle informazioni è la migliore difesa contro ogni possibile male.
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categoria: tryscience


lunedì, 01 giugno 2009

Donne che scelgono la morte


Immagine 4
L'idea è quella di immaginare la scena del suicidio di venticinque donne celebri, come Sylvia Plath, Frida Kahlo, Violeta Parra, Capucine, Giulietta o Madame Butterfly, che hanno in comune  una sola scelta , quella di infliggersi la morte. Come se fossero scatti a metà tra il reale e l'immaginario, è la fantasia del fotografo romano Angelo Cricchi a fare da regia a questa esposizione che verrà ospitata in una location trionfale come il Museo Mak di Vienna dal 9 al 16 giugno. L'occasione è quella del 9_festival for fashion and photography, nell'ambito di MakNite©, rassegna di notti viennesi tra le più sperimentali e cross culture del museo Mak organizzate dal magazine Drome all’insegna dell’arte e della musica, della fotografia, delle installazioni e delle performance, della melanconia e del glamourCricchi animerà la notte viennese con la sua serie, dal titolo Gloomy Sunday. Imaginary Portraits of Women who chose Death, in un allestimento da 'fosca domenica' con sottofondo musicale in loop che trasmette la Saddest song ever written, più un video di backstage e un'installazione di kERAMIk Papier.
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categoria: nel grembo della dea


lunedì, 20 aprile 2009

Art & lacchèrie

normal_Berlusconi_CarfagnaFilippo Panseca è stato l'Albert Speer del decennio craxiano. Suo il logo con l'immortale garofano, sua la piramide per il congresso socialitsa del 1989 che è entrata nella storia «immensa come una nave, oblunga e travolgente e sarebbe impossibile vedere lui [Bettino Craxi] se non irradiasse la sua immagine elettronica dall’enorme piramide multimediale dell’architetto Filippo Panseca. uno del giro». Ora si scatena la polemica sulle sue opere che ha portato in mostra a Savona, esposte al Priamar per Art & Savonnerie. Veronica Lario appare a seno nudo, mentre Berlusconi e Mara Carfagna (il primo ben più 'dotato' della seconda) sono uniti come due putti sussurranti. Ok: sembrano due eperimenti con Photoshop riusciti male. Ok(2): Panseca ha dichiarato di aver voluto solo rendere omaggio al presidente del Consiglio, ispirandosi all'arte dell’Ottocento. Ok(3): l'artista palermitano si è affrettato a dichiarare i suoi nobili fini perchè se Berlusconi «comprasse i quadri, i soldi andrebbero ai terremotati dell’Abruzzo. Non mi aspettavo tutto questo scalpore intorno alle opere». Ma la domanda resta: in quale stanza di casa vostra le mettereste?

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categoria: in wonderland


venerdì, 20 marzo 2009

Un ovulo di mucca ci salverà

La Gran Bretagna dà il via libera alla creazione degli embrioni chimera, che uniscono dna umano e cellule animali, e non stupisce che ancora una volta nel nostro paese la notizia venga distorta e piegata a letture di ideologico-confessionali del tutto prive di fondamento scientifico. Quella che i media hanno presentato come la creazione di individui mezzo uomo e mezzo animale (come se fosse possibile in laboratorio ottenere animali ibridi di questo tipo, cosa che al momento nessun biologo al mondo saprebbe fare), non è altro che la possibilità di creare embrioni ibridi uomo-animale per quanto riguarda il citoplasma, definiti appunto cybrids (cytoplasmic hybrids). In laboratorio il dna umano sarà trasferito in ovociti di mucca, coniglio o pecora svuotati di tutte le loro componenti genetiche: l'embrione in questo modo sarà per il 99% umano, mentre la componente animale sarà dello 0,1%. Verrà fatto crescere per alcuni giorni (nessun embrione vivrà più di 14 giorni e in nessun caso potrà essere impiantato in utero), e solo allora verranno prelevate le cellule staminali, che saranno in grado di trasformarsi in qualsiasi tessuto. I cibridi potranno rivelarsi determinanti nella ricerca sulle malattie degenerative, come il morbo di Alzheimer o di Parkinson, rimediando così alla mancanza di embrioni umani disponibili per la ricerca e ai problemi etici connessi al loro utilizzo. Nessun minotauro, dunque, nessun ibdrido tra dna umano e dna animale. Un ovulo di mucca ci salverà.
due-degli-strani-esseri-che-popolano-l-universo-de-la-storia-infinita-106582
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categoria: tryscience


martedì, 24 febbraio 2009

Una ronda non fa primavera

gbu2Non potranno girare armati (ma vai a sapè). Potranno solamente pattugliare in gruppi il territorio e segnalare alle forze dell'ordine eventuali situazioni a rischio. In pratica si potrà fare ciò che si è sempre potuto fare e nulla di più, almeno sulla carta. Ecco la novità del decreto ronde. La denuncia civile attraverso i giornali, i media e le segnalazioni a forze dell'ordine e magistratura, fa già parte delle attività della società civile realmente impegnata. Ciò che manca è la capacità di forze dell'ordine e magistratura, ormai ridotte nel budget e nel personale all'osso, di far fronte a queste segnalazioni e risolverle. E come con il volontariato, ci si affida al tempo e alle tasche dei cittadini. 
Ma soprattutto,
come ogni decreto-spot cui ci ha abituato questo governo, quello delle ronde serve a controbilanciare situazioni di preoccupazione strumentale sapientemente costruite dai media. Basti pensare che in pieno allarme stupri Berlusconi, sottovoce, dice: gli stupri sono calati del 10%E allora perché non si parla d'altro? Dovremmo vivere in un clima di maggior distensione sul fronte della sicurezza ed i giornali dovrebbero riportare questa notizia rassicurante e non titoli da allarme globale. Sarà per la sentenza del processo (Berlusconi) Mills, che nel resto del mondo è al centro dei dibattiti pubblici, con Mills giudicato corrotto da Mr B. in cambio di false testimonianze nell'ambito di due processi. Sarà per il caso Englaro, utilizzato anche per ammorbidire il Vaticano che da maesi condannava le leggi xenofobe. Sarà perchè a Bossi e Borghezio l'idea della stella da auto sceriffo appesa sul petto del comune cittadino (modello americano, per intenderci) è sempre piaciuta. Magari non ci saranno le musiche di Ennio Morricone, ma benvenuti nello spaghetti west.
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categoria: contemporanea


lunedì, 23 febbraio 2009

Sesso a malincuore

Premessa: lo negano sempre tutti. Tra chi faceva pesi, chi si dava al sushi, chi portava fuori il cane, praticamente nessuno ha visto Sanremo. Invece noi, stoiche (e a tratti senza audio) l'abbiamo fatto. E abbiamo visto scendere le scale a Patty Pravo, che gioca a fare Dorian Gray,  ma mai quanto un impomatato Francesco Renga. Abbiamo sentito Marco Carta, che rifà Ramazzotti ragazzo-di-periferia degli esordi, e Masini che urla incazzato nero col mondo. Abbiamo rabbrividito con Povia, al di là di ogni peggiore immaginazione, e con le stonature degli Afterhours, assolutamente fuori contesto. Ma soprattutto abbiamo amaSenza titolo-1to l’incredibile Iva Zanicchi che, anche se inquartata come poche, chiusa in una tuta da palombaro nera con in mezzo l’occhio di Horus (come a voler rendere tutto più balsfemo. lo stilista, gattinoni, l'ha ribattezzato "l'abito di Dio") rivendica per tutte le donne il sesso senza amore. E pensare che eravamo rimasti a Ok, il prezzo è giusto.
Sembrerebbe audace cantare di sesso a Sanremo, e per di più quando hai quasi 70 anni. Ma la realtà è che di queste cose si cantava già decenni fa. Solo al festival pare che non se ne accorgano. E quindi,come da previsioni, il testo della Zanicchi ha fatto discutere... non solo perchè il sesso senza sentimento resta e resterà un tabù (sarà che ancora se ne fa troppo poco?) ma soprattutto perchè, per carità, a un certo punto arriva la menopausa. E invece se le stesse parole le urla Califano nella sua dentiera è perchè è un vero duro che non molla. E se l'incredibilmente secondo Povia era stato preannunciato dalla parodia geniale di Elio e nientedimenochè della signora Luxuria, la povera Iva non poteva certo prevedere il colpo basso di Benigni che, a pochi secondi dalla sua esibizione, la prende di mira, salvo poi esaltare l'amore universale. Etero, omo che sia, purchè sia maschile, evidentemente. Forse la stava immaginando, ancora una volta, con Berlusconi in auto nella brughiera.
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categoria: contemporanea


martedì, 17 febbraio 2009

Esattamente uguali, esattamente differenti

exactitudesLa Provincia di Roma presenta, per la prima volta in Italia, la mostra Exactitudes,  un progetto costituito da una serie di ritratti fotografici multipli realizzati dagli artisti Ari Versluis e Ellie Uyttenbroek. Un lavoro che dopo le esposizioni di Parigi, Berlino, Londra, Toronto, Buenos Aires, New York ed altre città in tutto il mondo, è possibile ammirare a Roma, a Palazzo Incontro (Via dei Prefetti, 22) dal 14 febbraio al 26 aprile. Gli artisti hanno chiamato la loro serie Exactitudes (una contrazione dei termini inglesi exact e attitude), traducibile in “stesso atteggiamento”, “stessa posa”. Il duo olandese, da sempre interessato ai dress codes, ha infatti sviluppato negli ultimi quattordici anni delle micro-raccolte tematiche per luogo e tempo. La loro collaborazione, iniziata nell’ottobre 1994, si ispira ad un interesse comune rivolto a questi codici relativi a diversi gruppi sociali, sistematicamente documentati nelle diverse identità. La loro ricerca si ispira ai luoghi eterogenei e multiculturali scoperti nelle strade di Rotterdam, New York, Parigi, Milano e Pechino. Un progetto in cui a prevalere non è solo l’aspetto documentaristico ma quello artistico, che pone in risalto l’apparente contraddizione tra identità e uniformità. La mostra presenta tutte le 112 serie di Exactitudes, che Ellie ha chiamato la loro “collezione di farfalle”, all'insegna della qualità artistica ma anche di una verità semplice e straordinaria:  tutti gli uguali sono diversi tra loro.

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categoria: chiamata alle arti


mercoledì, 11 febbraio 2009

L'ultimo ballo di una cortigiana

bitchesball2-1Non piace a tutti i ginevrini la decisione del comune di rendere omaggio alla memoria di Griselidis Real, celebre prostituta e scrittrice morta nel 2005. Le sue spoglie mortali dovrebbero essere trasferite dal cimitero comunale al Cimitero dei Re. La Real si troverebbe così ad avere, come vicini di tomba, illustri concittadini e personaggi famosi, come il protestante Calvino, lo scrittore argentino Jorge Louis Borges e lo psicologo Jean Piaget. A protestare contro la decisione del comune sono le femministe come l'avvocato Odile Roulet, che sul Times afferma: «E' un insulto a tutte le donne , il massimo del cattivo gusto seppellire una che ha glorificato la prostituzione accanto al riformatore religioso Calvino». Morta di cancro a 75 anni, la Real aveva iniziato la professione intrattenendo le truppe alleate nella Germania del dopoguerra e, sottolinea il quotidiano britannico, aveva un debole per gli inglesi che considerava  «very gentlemen». Ha scritto anche diversi libri sulla sua vita da prostiturta d'altro bordo, come Carnet di ballo di una cortigiana, memoriale ricco di particolari imbarazzanti, specie per i suoi clienti che sono stati riconosciuti nei suoi profili a volte affettuosi, a volte scioccanti. Ritiratasi a 66 anni, la Real aveva fondato associazioni in difesa dei diritti della prostitute e, stando a quanto affermato dal responsabile della Cultura di Ginevra Patrice Mugny, per il suo impegno a favore delle giovani colleghe «era famosa in tutta Europa».
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categoria: maestri e margherite


venerdì, 06 febbraio 2009

Disinfettate dal piacere

ma infettate dalle malattie che seguono all'asportazione di parte dei genitali: shock emorragico, shock neurogenico, infezione generalizzata, per non parlare delle conseguenze psicologiche. Nella giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili ci sembra doveroso denunciare questo  rituale, che ancora oggi è diffuso in 28 Paesi africani, in alcuni Stati asiatici e nelle comunità di immigrati in Europa, toccando 130 milioni di donne, due milioni di bambine ogni anno. Per diventare donna in molte parti del globo occorre passare attraverso le ferite del corpo. Immagine 1
Ma cosa sta succedendo adesso? Proprio in alcuni Paesi africani e Nordafricani le cose stanno notevolmente cambiando: nuove leggi che vietano le MGF (mutilazioni genitali femminili) in Egitto, nuovi costumi e la consapevolezza che il miglior deterrente contro le mutilazioni non risieda nell’inasprire le pene, ma nel sensibilizzare e far sapere alle donne quali rischi corrono. E il web in questo è un prezioso alleato.
In controtendenza però la situazione
in Asia e Europa, dove queste pratiche, per quanto ampiamente illegali, non stanno diminuendo, legate a un'idea indentitaria e a una cultura "minacciata" dall'emigrazione. L'Italia, dove solo nel 2006 l'infibulazione è diventata illegale (nel resto dell'Europa lo è dal 2001), ha provato anche stavolta a inventarsi una soluzione tutta sua: un Centro di riferimento regionale per la prevenzione e cura delle MGF in Toscana,  con lo scopo di introdurre la clitoridectomia nelle strutture pubbliche, come forma di prevenzione dell'infibulazione e strumento per evitare che la pratica venga fatta in clandestinità. Come curare la fame col digiuno.
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categoria: trappole di venere


martedì, 03 febbraio 2009

Colpa delle donne

Immagine 2Hanno solo poche ore le notizie di tre nuovi, ennesimi strupri.  E l'ultimo, taciuto per mesi, ha come carnefici tre ragazzi neppure quindicenni. Qui non parlemo del boomerang mediatico, nè della corsa a scovare il reietto perfetto (immigrato, drogato, ubriaco... meglio se tutti e tre insieme) per eludere le profonde responsabilità sociali. No. Ci chiederemo piuttosto com'è possibile che mentre i casi di violenza aumentano esponenzialmente, i media propongono, legittimano, sponsorizzano battutacce e attiggiamenti sessisti che non solo banalizzano questi episodi, ci ridono sopra, ma nascondono  la colpevolizzazione della donna (oggetto) proporzionale alla sua avvenenza. In altre parole, come possono convivere la denuncia delle violenze e Berlusconi. E la sua raffica di battute ego-sessite. «Dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle ragazze italiane», il che, oltre all'evidente menefreghismo nei confronti delle tantissime donne straniere vittime di violenza (molte volte ad opera di italiani) ci dipinge la romantica visione dello stupratore come un latin lover impomatato che con la sua violenza non fa che rendere omaggio all'italica bellezza. Che, essendo un bene riconosciuto nel nostro paese, al pari della Pietà e del panettone, deve godere di (pseudo) diritti: ecco quindi riversarsi i soldatini per la strade, a tenere stretta la gonna delle belle donne. Non di quelle brutte che, nella visione dello psiconano, magari un bello stupro lo desidererebbero pure. Neppure la storia sembra avergli insegnato che lo stupro delle donne ad opera di militari è una pratica regolarissima dalla notte dei tempi. Ma Berlusconi non si è fermato a questo. Mentre commentava la notizia della concessione degli arresti domiciliari al ragazzo responsabile dello stupro di Capodanno «Non sono abituato a dare giudizi (!), è compito del ministro della Giustizia». Giustizia che, evidentemente, ha ritenuto che un "bravo ragazzo", salvato dalla sua nazionalità e dalla classe sociale della sua famiglia, non debba e non possa essere un criminale. Ma ancora: «Sono fatti che non si possono imputare alla sicurezza perchè in campagna nessuno può prevedere cose del genere». Per il premier del nostro paese insomma, lo stupro può capitare... e in fondo sono ragazzi, facciamoli divertire. Tanto comunque «i reati sono calati», aggiunge. 
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categoria: trappole di venere


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