

Il nudo applicato alla rilettura della pubblicità. Stragegia ovvia da piccoli speculatori senza fortuna. Eppure Mel Ramos, classe 1935, in questo genere è diventato un'istituzione. Nella sua giocosa galleria di ritratti di estremo virtuosismo tecnico, esplode l'erotismo voyeuristico e fortemente ironico delle pin up, che sembrano uscire direttamente dalla fantasia di un americano medio. Litografie e stampe estremamente attraenti, immediate ed accattivanti che sono diventate una vera e propria iconografia di reginette di bellezza che esibiscono i loro corpi associati ad oggetti-culto della pubblicità, come il tubetto di Colgate o la banana Chiquita o le sigarette Philip Morris. "Cerco di celebrare gli eroi popolari e le regine del sesso in modo immediato", ammette Ramos, ma anche di far trasparire rire la sua giocosa critica a una società che commercializza il corpo femminile. Il suo intento provocatorio è stato mille volte frainteso (del resto gli anni Sessanta erano facile territorio di polemiche iperfemministe...) ma appare evidente la mancanza di un intento in qualche modo politico. C'è piuttosto un elegante distacco nella sua denuncia, forse più sottile e penetrante perchè meno esplicita, che ne fa un divertissement intellettuale in cui l'onnipotente pubblicità, in una società che usa il sesso per vendere tutto, diventa la musa ispiratrice dell’immaginario erotico (americano?) manipolato dalle lusinghe dei messaggi pubblicitari come un qualsiasi prodotto commerciale.